LAMBIC: L'ANELLO MANCANTE TRA LA BIRRA E IL VINO

A cura di: Lorenzo Dabove (alias KUASKA) – Life Member of CAMRA Beer Professional Taster –
Cultural Director of Unionbirrai – www.kuaska.it
L’origine del nome lambic è alquanto misteriosa ma la versione più accreditata la fa risalire al villaggio di Lembeek, una ventina di km a sud-ovest di Bruxelles. Ma cos’è il lambic? Birra? Non proprio, io concordo col produttore Frank Boon che l’ha genialmente definito…........
“l’anello mancante tra la birra e il vino”

Il lambic puro e i prodotti derivati
Il lambic (lambik o lambiek in fiammingo) che esce dalla botte si presenta piatto, molto secco, di gradazione intorno al 5% vol. alc. e con aromi e sapori dalle sfumature uniche e introvabili, nel loro insieme, in qualsiasi altra bevanda del pianeta. Aromi e sapori inusuali che possono a volte ricordare il metallo, il formaggio ammuffito, il limone, l’aceto, il sudore, le carte da gioco vecchie, il sangue, la carne in scatola, gli stracci bagnati e così via! Aromi e sapori che, lo ammetto, possono risultare ardui e di difficile fruizione per il bevitore senza esperienza ma che, dopo un po’ di “allenamento” e di “dedizione” possono a volte attaccare una malattia che per me è stata irreversibile e che mi ha fatto intraprendere, grazie a Dio, un esaltante cammino, ormai senza ritorno. Il lambic piatto, una volta vera e propria “bevanda del popolo” oggi giorno viene quasi tutto assemblato per produrre la gueuze, ed è sempre più difficile da trovare. Si contano ormai al massimo sulle dita di due mani, i piccoli, romantici caffè (che definire “basici” non rende del tutto l’idea) nei quali poter vivere l’eccitante esperienza di assistere ad un semplice ma antico gesto: lambic di pochi mesi spillato in una brocca di ceramica direttamente da una vecchia botticella e poi finalmente nel nostro trepidante bicchiere.
GIRARDIN
Con la scomparsa di Louis Girardin nel settembre 2000, il mondo del lambic perde uno dei suoi più intransigenti protagonisti. Ora i figli portano avanti la tradizione iniziata nel 1882 nella birreria-fattoria di Sint-Ulriks-Kapelle, producendo rinomato lambic per piccoli caffè della zona e per gli assemblatori mentre in bottiglia propongono una gueuze tradizionale (etichetta nera), acidula ma rotonda nel gusto con un caratteristico fruttato di mela, una versione filtrata (etichetta bianca) e una kriek e una framboise senza infamia e senza lode.
Curiosamente producono anche una pils chiamata Ulricher Extra. La produzione complessiva non supera i 4.000 hl. l’anno. Si è temuto recentemente che la birreria interrompesse la produzione a causa di alcune leggi comunitarie in materia di igiene che stanno angustiando tutti i produttori di lambic, ma per fortuna, sembra che, almeno per ora, l’allarme sia rientrato.

Nome: LAMBIC GIRARDIN
Prodotta da: GIRARDIN
Tipo: LAMBIC PIATTO
Colore: CHIARO/DORATO
Alcool: 5°

Non è una “birra” tradizionale: niente gas, nessuna schiuma, vicina quasi ad un vino semi-secco.
La maturazione in botte è responsabile del colore ramato e della lieve astringenza, mentre il lievito selvaggio Brettanomyces regala aromi complessi (mela, cuoio, acidulo…).
Non ci si può fermare al primo bicchiere! (Davide Bertinotti, Unionbirrai) fonte www.birrerya.com

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